lunedì 11 gennaio 2010

I Mascareri - manifattori di maschere...

La maschera a Venezia non era usata esclusivamente nel periodo del Carnevale: molte erano le occasioni in cui i veneziani usavano celare la propria identità dietro a maschere e travestimenti. Per questo motivo a Venezia si sviluppò un vero e proprio commercio di maschere. Le prime notizie sulle maschere e le scuole di mascareri ossia i fabbricanti di maschere risalgono al 1271. La produzione utilizzava argilla per il modello, gesso per il calco, carta pesta, colla di farina, garza ed infine coloranti.
Fin dai tempi del Doge Foscari, i mascareri, come venivano chiamati gli artigiani adibiti alla fabbricazione di maschere, possedevano un loro statuto, datato 10 aprile 1436.
Appartenevano alla frangia dei pittori ed erano aiutati nella loro professione dai “targheteri” (fabbricanti di maschere e di scudi di cartapesta), che imprimevano sopra lo stucco volti dipinti, a volte di ridicola fisionomia, con dovizia di particolari.
Il loro statuto, chiamato mariegola, è conservato nell’Archivio di Stato di Venezia. Furono raggruppati in questa specializzazione dal 1463 al 1620. Poi si congiunsero con i Miniatori, disegnatori, indoradori e cartoleri (fabbricanti di carte da gioco).
Nel 1773 esistevano ufficialmente 12 botteghe autorizzate di mascareri, nelle quali erano impiegate 31 persone (18 capimastri, 7 lavoranti, 6 garzoni): un numero assai limitato, se si pensa al largo uso, quasi quotidiano, che i cittadini e i forestieri facevano della maschera, diventata un vero e proprio bene di consumo e un prodotto di esportazione.

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